NAZARENO WORK SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE

greenservice01
greenservice02
musei
njc
pointjob01
pointjob02

La Nazareno Work Società Cooperativa Sociale nasce nel 1993 per rispondere alla necessità di lavoro di alcuni ospiti della Cooperativa Sociale Nazareno.
Il primo intervento è la manutenzione delle aree verdi del Comune di Carpi.
Questo settore vedrà un notevole incremento nell’attività di giardinaggio, pulizie di esterni e gestione di aree ecologiche attrezzate.
Nel 1996 comincia l’attività di un laboratorio conto terzi (oggi denominato NJC - New Job Company – Nuova Compagnia di Lavoro) che accoglie richieste di lavoro da parte di aziende profit del comprensorio carpigiano.
Nel
2000, a Bologna, la Cooperativa comincia a gestire il Museo di Santa Maria della Vita svolgendo i servizi di accoglienza dei visitatori, brevi itinerari guidati, book shop.

Ad oggi gli ambiti lavorativi sono:

Green Service Settore Verde
(Manutenzione del verde e Giardinaggio)

Green Service Settore Ambiente
(Pulizia di Parchi, Aiuole, Strade, Svincoli con Raccolta foglie / Gestione Centri di Raccolta per la raccolta differenziata / Servizio di Pulizia esterni)

New Job Company

(Assemblaggi e Lavorazioni Conto Terzi)

Preparazione Pasti

Pulizie di Interni

Musei per tutti
(Gestione dei contesti museali)





Personale impiegato
I lavoratori coinvolti nell’attività sono svantaggiati ai sensi della L. 381/91. Alcuni sono seguiti dai servizi di salute mentale del territorio, dal servizio per la tossicodipendenza o dai servizi sociali poiché è stata loro riconosciuta un’invalidità civile.
Ciascun lavoratore svolge l’attività richiesta con le risorse e le potenzialità che possiede, molto spesso ridotte o trasformate dal limite imposto dalla patologia. Alcuni dipendenti devono fronteggiare situazioni di malessere fisico o psichico piuttosto rilevanti che spesso pregiudicano la capacità di attenzione, di sostenere la fatica e di fronteggiare le difficoltà che inevitabilmente emergono nell’impegno del lavoro.
In particolare le persone con disturbo mentale necessitano di un sostegno e di un accompagnamento costante poiché la psicopatologia tende a portare instabilità ed a prendere il sopravvento. Nonostante molti lavoratori investano energie ed una grande forza di volontà, accade che la malattia infici il loro operato poiché introduce nella concretezza un forte disagio. Spesso le persone hanno bisogno di periodi di ricovero ospedaliero o di pause di riposo perché l’impegno investito fino a quel momento è stato troppo imponente per le loro possibilità.

Sostegno alle persone: tutoraggio
Nel monitoraggio del percorso lavorativo è fondamentale un costante confronto con i servizi sanitari coinvolti nella cura della persona. Spesso in un lavoro di sinergie virtuose con i servizi si può tentare di evitare ricoveri ospedalieri o momenti acuti della malattia, magari riducendo le ore lavorative ed incrementando la terapia farmacologia o sospendendo per qualche giorno dall’attività lavorativa.
Gran parte dei lavoratori coinvolti svolgono un orario settimanale part – time poiché è l’impegno che sono in grado di sostenere.
L’impegno degli operatori che sostengono il lavoro delle persone svantaggiate è significativo:
- svolgere un’attività formativa continua, spesso anche sulle competenze di base, senza dare nulla per scontato
- verificare l’adeguatezza dei compiti svolti dalle persone, monitorare la modalità di utilizzo degli strumenti ed individuare le possibili strade che permettano una reale correzione
- accertarsi che le condizioni di salute delle persone siano adeguate, se così non fosse, invitare la persona a contattare il servizio sanitario e sostenerla nell’accettare l’eventuale cura proposta
La relazione con il personale svantaggiato è impegnativa poiché richiede, da parte di chi guida il lavoro, un’attenzione costante ed un impegno stabile nell’ identificare le difficoltà e nel trovare le soluzioni più adeguate per risolverle.
È molto importante che chi accompagna sia disposto ad offrire una relazione di stima e rispetto, affinché, pur nelle situazioni di difficoltà e malattia, i lavoratori non demordano abbandonando il proprio impegno.
Se, nel tempo e non senza ostacoli, si instaura una relazione significativa con chi guida i lavori, la persona svantaggiata comincia a tenere al proprio lavoro e investe con impegno le proprie risorse.

Progetto Personalizzato
Il progetto personalizzato di ciascun lavoratore comincia da un’attenta valutazione delle competenze. L’osservazione della persona durante il percorso formativo finalizzato all’assunzione permette di formulare una valutazione iniziale e di individuare gli obiettivi formativi. Tutti i percorsi formativi vengono monitorati attraverso un costante accompagnamento ed una verifica che determina l’eventuale ridefinizione degli obiettivi.
Le verifiche dell’andamento del progetto personalizzato sono annuali o semestrali rispetto alla difficoltà di apprendimento e di svolgimento delle mansioni del lavoratore coinvolto.
Nella Provincia di Modena la valutazione iniziale e le verifiche periodiche vengono inviate alla Commissione Paritetica (Sindacati e Centrali Cooperative).

Il lavoro che quotidianamente si svolge è caratterizzato dai seguenti elementi:

1. Guardare ed ascoltare: la relazione
La relazione è l’unica strada per la soddisfazione del soggetto. Le persone che ci rivolgono una domanda di aiuto non sempre sono capaci di desiderare la propria soddisfazione poiché probabilmente non conoscono la possibilità di vivere un rapporto del quale godere. È necessario offrire il tempo della conoscenza. Mentre si fa qualcosa insieme si guarda e si ascolta, senza anticipare niente dello sviluppo immaginato, ma lasciandosi cambiare ora per ora da quello che la persona dice, fa, segnala come esigenza. È meglio che l’operatore sia in una posizione di passività, chiaramente non ingenua che in un atteggiamento di pianificatore. Spesso il contesto nel quale si svolge un percorso formativo o si lavora non è solo la sede dove si svolgono delle attività ma è un contesto di appartenenza dove ci si sente accolti e riconosciuti.

2. I percorsi formativi: attendere l’imprevisto
I percorsi previsti sono pertanto strutturati in modo tale da garantire:
- percorsi di tirocinio finalizzato all’inserimento lavorativo la cui finalità è di consentire l’acquisizione di abilità professionali di base e lo sviluppo di abilità trasversali; la promozione ed il consolidamento di comportamenti autonomi nella gestione di sé e nell’integrazione socio-ambientale; la conoscenza ed il confronto diretto con il mercato del lavoro.
- un servizio di mediazione allo scopo di creare le condizioni per favorire l’ingresso nel mercato lavorativo attraverso azioni integrate, creare occupazione congruente tra l’handicap e la domanda di lavoro, assicurare l’accompagnamento nel mondo del lavoro.
- il servizio di educazione al lavoro per far uscire le persone svantaggiate dal circuito dell’assistenza improduttiva valorizzando le risorse umane e professionali. Spesso durante il percorso formativo sembrano non emergere le risorse della persona poiché la malattia, lo stile di vita, la solitudine sembrano averne inficiato definitivamente la possibilità di sviluppo. La capacità di attendere, a volte anni, è parte indispensabile della competenza di chi accompagna. La Cooperativa Nazareno pone grande attenzione nella capacità di rintracciare i segni di uno sviluppo possibile ,anche quando sono nascosti, strutturando percorsi di durata flessibile.

3. La sfida del mercato del lavoro. Il rapporto con il profit
La Cooperativa Sociale Nazareno Work è sviluppata in modo tale da essere pronta e strutturata a un rapporto di commercializzazione con le altre imprese del settore che non sono “caritatevoli” nell’affidare le commesse, ma si aspettano efficacia ed efficienza in tutte le fasi del rapporto stesso.
Un esempio concreto è il rapporto iniziato nel 2005 con Angelo Po, industria produttrice di cucine professionali, leader nel mercato nazionale: la collaborazione è finalizzata all’outsourcing dei “Gruppi Spia Pilota” tipo FA (circa 20 codici) per circa 11.000 oggetti realizzati in dodici mesi.L’outsourcing viene affidato ad una cooperativa sociale di tipo B e non ai fornitori abituali della Angelo Po, da prima come contratto di lavoro poi come acquisto continuo e abituale. Il rapporto si è ulteriormente consolidato con l’outsourcing di altri Gruppi Spia (anche di complessità maggiore rispetto a quelli di inizio collaborazione), in particolare: tutti i gruppi assiemati vengono ora realizzati da Narazeno Work. Gli obiettivi conseguiti e dichiarati dalla stessa impresa sono: costo non superiore a quello di realizzazione interna, ottima qualità degli assiemati, puntualità nelle consegne, non gestione del 23% dei componenti di questi assiemi. Angelo Po dichiara che le prospettive conducono al rafforzamento del rapporto dei fornituri: con il 2008 si sono avviate nuove opportunità relative all’outsourcing del kitting degli iniettori dei corredo delle apparecchiature a gas.
Cooperativa Nazareno è diventata partner delle aziende fornendo un servizio di qualità e garantendo il valore aggiunto della solidarietà.

4. Il lavoro di equipe. La condivisione
Gli operatori settimanalmente si incontrano in equipe per verificare la validità di ciò che si sta facendo, lasciarsi giudicare e correggere. In questo lavoro la vicinanza con il disagio e la malattia grave stanca. Potersi sempre rigenerare attraverso il rapporto con l’equipe e chi guida è essenziale. L’equipe ha lo scopo di affrontare le problematiche che emergono nel rapporto con le persone e con le famiglie al fine di favorire la costruzione e la realizzazione di risposte adeguate. L’equipe è il luogo nel quale è possibile porre tutte le domande, in un gruppo di lavoro preparato che risponde alle esigenze con competenza, esperienza e disponibilità.
È fondamentale per la Cooperativa offrire senza soluzione di continuità una specifica formazione agli operatori. All’equipe settimanale sono spesso inviati professionisti che possono portare un contributo di conoscenza in ambiti specifici. È assolutamente necessario che l’operatore sviluppi, nel tempo, una buona capacità di riconoscere le proprie emozioni, le proprie paure e le dinamiche che mette in atto nella relazione. Se questa competenza non si sviluppa il rapporto sarà governato dall’esercizio di potere dell’operatore o della persona accolta.

5. Piena assunzione del rischio imprenditoriale
Incontrando un bisogno e ricevendo domande di aiuto, la Cooperativa tenta di individuare strade percorribili che rispondano alle esigenze delle persone. Spesso questo ha significato correre rischi imprenditoriali veri e propri, esponendosi e sperimentandosi in operazioni non consolidate. Attraverso questa modalità sono state realizzate attività nuove e si sono scoperte opportunità impensate. Il rischio dell’avventurarsi in strade non battute ha permesso di coinvolgere persone, creare occasioni, incontrare interlocutori interessanti.