Festival Internazionale delle Abilità Differenti

11° Edizione

Convegni

 

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Martedi 19 maggio

ore 21.00, aula Magna del Seminario, Corso Fanti 44

Presentazione del libro

 

 “L'inguaribile 

voglia di vivere”

 

Malati testimoni di speranza. 

Storie che i massmedia non raccontano

Di Massimo Pandolfi e Prefazione di Mario Melazzini

   

«Da quattro anni sono malato di Sla... Nonostante sia costretto sulla sedia a rotelle, posso solo muovere due dita della mano destra, sia alimentato artificialmente... apprezzo sempre di più quanto sia bello vivere... con dignità e buona qualità di vita e sentirmi ancora utile, prima di tutto a me stesso, ma anche agli altri... Ho potuto constatare che, a livello politico e mediatico, chi vuole morire fa notizia, mentre non fa notizia chi – magari trovandosi in identiche o anche peggiori condizioni – viene volutamente trascurato. Ma queste delusioni non mi abbattono. Hanno invece rafforzato in me la voglia di lottare per tutti coloro che, riuscendo magari a muovere solo gli occhi, vorrebbero avere un computer come quello che aveva Welby per poter parlare. Parlare non di morte, ma di vita. Far sentire le ragionevoli ragioni di chi, nel rispetto di ogni situazione personale, ritiene tuttavia profondamente ingiusta ogni azione che miri attivamente a far morire il paziente. Non si può chiedere a nessuno di uccidere, di ucciderci. Una civiltà non si può costruire su un simile falso presupposto. Perché l’amore vero non uccide e non chiede di morire».
(dalla prefazione di Mario Melazzini, primario oncologo, presidente dell'Aisla - Associazione italiana Sclerosi laterale amiotrofica)

Massimo Pandolfi, caporedattore del Resto del Carlino-Qn, ha raccolto, oltre alla testimonianza di Mario Melazzini, 8 storie di persone malate di Sla o con patologie simili. Racconti in presa diretta, indimenticabili, drammatici e al tempo stesso gioiosi: condannati agli occhi del mondo, Carlo, Cesare, Elena, Gian Piero, Luca, Maria Ausilia, Sebastiano e Patrizia insegnano nella malattia il valore della vita e l'amore per le cose più piccole che ci è dato di fare e condividere ogni giorno. Annota l'autore nella sua premessa: «I primi tempi, per semplificare agli amici che cosa stavo scrivendo, dicevo: "Racconto le storie degli anti-Welby". Mi sono pentito di avere usato questo termine, "anti", perché in realtà non è e non vuole essere contro nessuno questo libro. È solo "pro", è solo a favore del bene più grande che i cieli abbiano donato agli uomini: la vita, la libertà».
 

Sabato 23 maggio

ore 11, auditorium San rocco, via san Rocco 1

Anche  quest’anno il Festival dedicherà uno spazio a convegni che hanno a tema  differenti aspetti dell’Handicap Psicofisico. A parlare il 23 maggio saranno relatori che portano esperienze di vita che possono rappresentare un esempio di come la famiglia può diventare possibilità di riabilitazione per le persone con disturbo mentale.

STORIE DI ORDINARIA E STRAORDINARIA ACCOGLIENZA

Famiglia: una risorsa per tutti

La persona con disturbo mentale o con disabilità vive in modo acuto ed eclatante  l’esigenza di ciascun uomo: l’esigenza cioè di essere accolti e amati.

La difficoltà di accogliere le persone “diverse”, lo stigma che ancora caratterizza il nostro approccio al mondo della malattia mentale, questo mondo che corre velocissimo e non ha tempo di aspettare chi si attarda, le relazioni sempre più spersonalizzate e virtuali  dicono della discriminazione in cui vive chi ha meno doti o è colpito da un disturbo mentale.

Ma se è vero che le capacità o le doti, le difficoltà o  le abilità possono essere diverse occorre riaffermare la pari dignità di tutti (la dignità non è un bene frazionabile).

A partire dalle esperienze raccolte nelle precedenti edizioni del Festival, si vuole mettere a fuoco con questo incontro il tema dell’accoglienza e le soluzioni che alcune associazioni e gruppi hanno realizzato o cercano di promuovere.

Rimettiamo quindi a tema la Famiglia ed il sostegno ad essa,  nel dialogo tra coloro che si trovano a lavorare per costruire luoghi positivi dove non prevalga l’esaltazione delle differenze ma la ricerca dell’uguale dignità.

Siamo certi per le esperienze che abbiamo conosciuto che l’accoglienza può diventare una cosa straordinaria non solo per coloro che vengono accolti ma anche per coloro che accolgono e la famiglia può essere un luogo privilegiato dove vivere questa avventura.

 

 Inviteremo a parlarne:

Adele Tellarini – Neuropsichiatria “Casa d’Accoglienza San Giuseppe e Santa Rita” – Castelbolognese - Ravenna

Tilde Barbieri – Associazione”Insieme a Noi”  e “Rosa Bianca” – Modena

Anna Sgrò – Associazione “Amici del Piccolo Principe” – Ancona

 

…ed altre associazioni di familiari.

 

Per informazioni: sergio.zini@nazareno-coopsociale.it